❝ Dedicato a mio fratello Roby, che aveva appena capito la bellezza dei Genesis...
Dedicato a mio fratello Roby, che aveva appena capito la bellezza dei Genesis...
Non ho mai smesso. Non smetterò mai!
Nasco a Roma a mezzanotte e mezza dell’11 Agosto 1959, passo i primi anni della mia vita con i miei genitori a casa di nonno Salvatore, appassionato di fotografia.
Scuola Montessori fino a 8 anni poi papà catapulta tutti oltre cortina, nella Russia di Brežnev, precisamente a Mosca, ero l’unico ragazzino italiano nel raggio di qualche migliaio di Km in età scolare. Mi ritrovo in una classe di 30 alunni incomprensibili ma dopo 3 mesi parlavo russo. Un giorno viene a trovarci mio nonno e per qualche motivo mi ritrovo al collo una finta Leica (Zorky), che segnerà per sempre il mio destino.

Dopo 3 anni e mezzo, altro trasferimento, questa volta a Bruxelles e alla Scuola Europea frequento dei corsi di fotografia, sviluppo e stampa, le uniche materie in cui andavo bene… Per il resto, bocciato e stra bocciato. Chissà perché non apprezzavano un ragazzino che, parlando mezzo russo, faceva un numero record di errori di ortografia, è pur sempre un record…
Poi, spedito in Italia dagli zii per recuperare i danni fatti alla Scuola Europea, continuo a farmi fare compagnia dalla fotografia… Non mi interessavano le persone, almeno non ancora, preferivo fotografare i dettagli dimenticati: una scala in ombra, una crepa nel muro, un angolo che nessuno guarda. Scatto in silenzio. E conservo tutto.
Tiro dritto fino ai 20 anni e, su consiglio di mia madre, chiedo timidamente ad un laboratorio di sviluppo e stampa in bianco e nero se servisse un aiuto. Riassumo: passo sei mesi al buio, tra acidi e odori forti nella magia della camera oscura. Successivamente agenzia di Paparazzi, una fase breve, confusa, rumorosa ed infine, in modo assolutamente casuale, entrai nell’allora famoso Studio Petrosino.
Rino Petrosino era il fotografo di TV Sorrisi e Canzoni, il suo studio era molto rinomato nel mondo dello spettacolo, ogni settimana da quell’ufficio uscivano copertine e servizi fotografici destinati ad entrare in tutte le case degli italiani. Tra una vessazione e l’altra, dovuta al suo pessimo carattere, capisco che quello che fino ad allora pensavo di sapere della fotografia non mi avrebbe portato lontano, né tanto meno ad essere un bravo professionista… Riassumo: nottate a guardare il soffitto in preda ad atroci dubbi! Ma imparo, eccome se imparo! Rigore, precisione, spirito di adattamento, sguardo oltre l’obiettivo e soprattutto tanta tenacia!

Col tempo le cose migliorano e nei successivi 23 anni viaggio ininterrottamente come una trottola tra l’Italia e il mondo, lavorando su set cinematografici e televisivi. Un giorno eri alle prese con un comico, un attore, un cantante, il giorno dopo con un premio Oscar.
Ogni scatto era un atto di rispetto, ogni servizio una lezione. Un periodo magico dove fotografo tutti i maggiori artisti dell’epoca. Solo per fare qualche esempio cito Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Gian Maria Volontè, Raffaella Carrà, Massimo Troisi, Carlo Verdone, Paolo Villaggio, Renzo Arbore e tanti altri.
Volti straordinari. Presenze. Personalità incontenibili e con alcuni nascono amicizie particolari.

Capitolo a parte l’incontro con Piero Angela, un legame durato oltre 15 anni, con lui ho girato mezzo mondo. Piero non era solo un soggetto da fotografare, era un maestro silenzioso, un esempio di intelligenza e umanità che mi ha lasciato il segno più profondo.

Poi arriva la rivoluzione digitale: cambia tutto. Come cambia la vita di un’aragosta nella pentola d’acqua fredda, quando accendi i fornelli.
Oggi, quando guardo la macchina fotografica, vedo un compagno di viaggio di quelli che ci sono sempre anche nei momenti in cui tutto sembra cambiato. Ci conosciamo a memoria. Abbiamo litigato. Ci siamo abbracciati. Abbiamo girato il mondo insieme e continuiamo a farlo perché ora, finalmente, fotografo per libertà e insegno per gratitudine.

Riassumo: Non ho mai smesso. Non smetterò mai!
Dedicato a mio fratello Roby, che aveva appena capito la bellezza dei Genesis...